Marzo 30

Aumentare il consumo di legumi per eliminare il gonfiore addominale: situazione controintuitiva che mi capita molto spesso.

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Quante volte mi sento dire: “no non posso seguire un’alimentazione vegetale perché avverto gonfiore, causato dai legumi” oppure quante volte, diverse persone vengono in studio riferendomi che il medico ha suggerito loro di togliere i legumi per via di un intestino reattivo (gonfiore, meteorismo, feci scomposte).

Si fa in pratica come nell’aneddoto di quel signore che sta cercando le chiavi dell’auto sotto il fascio di luce del lampione e un passante gli chiede -cosa succede? Ha perso le chiavi? Dove le ha perse? –

E lui: sì, laggiù, 50 metri più avanti”

Il passante: “allora perchè le cerca qui?”

Il signore: “perchè qui c’è la luce!”

E’ proprio ciò che succede quando si applicano ciecamente le soluzioni di un’alimentazione tipicamente occidentale, ad uno stile alimentare vegetale.

Spesso (non sempre, ahimè, ma spesso), invece, in chi si rivolge a me lamentando i fastidi descritti sopra, facendo un check dell’alimentazione capisco bene che il problema non sono i legumi, bensì altri fattori che impediscono all’intestino di lavorare bene e quindi anche di gestire un alimento che sicuramente richiede un intestino allenato.

Eliminando o razionalizzando i fattori di disturbo alla corretta digestione dei legumi, e consigliandone un aumento della frequenza di consumo, i fastidi scompaiono. La conclusione è che la causa del malessere non erano i legumi. Ma allora perchè, se li tolgo sto meglio? Perchè comunque si semplifica l’esposoma alimentare, cioè il range di migliaia di molecole a cui le cellule dell’intestino sono esposte, attraverso gli alimenti.

Provo a spiegarlo con un altro esempio: se mangio un alimento contenente zuccheri semplici (una fetta di dolce, della frutta) insieme a dei legumi, i batteri intestinali, prediligeranno aggredire gli zuccheri semplici del dolce o della frutta perché meno faticosi da elaborare, poiché si tratta di molecole piccole. Il risultato è che le sostanze fermentescibili contenute nei legumi, rimarranno nel tratto digerente a fermentare allegramente.

Se tolgo gli zuccheri semplici, ai batteri non rimarranno che i legumi da consumare e se i legumi sono abbinati correttamente e vengono consumati con una frequenza adeguata, nella maggior parte dei casi non ci saranno problemi a digerirli.

Se invece tolgo i legumi, cosa ho fatto? Ho tolto dalla mia alimentazione fibre, proteine vegetali, ferro, vitamine del gruppo B. Sto anche perdendo l’occasione di nutrire e proteggere le cellule intestinali con gli acidi grassi a catena corta così benefici e che provengono anche dalla loro fibra.

Quindi, prima cosa da fare, non è eliminare i legumi, bensì fare un check della propria alimentazione e capire quali sono i fattori irritanti di disturbo: i casi sono diversi, a titolo di esempio ne riporto alcuni.

Un ricorso frequente al consumo del dolcetto a fine pasto,

una scarsa attenzione alla qualità degli alimenti,

un troppo frequente ricorso all’abbinamento di cereale e legume, molto gettonato nell’alimentazione vegetale, ma non da tutti tollerato,

oppure l’impiego di alimenti irritanti come alcolici e caffè,

eccesso di piccante,

consumo ricorrente di cibi ricchi di glutine di scarsa qualità, come pizza e pane raffinati.

Razionalizzando questi elementi, si riesce a risolvere il fastidio intestinale e a consumare legumi anche tutti i giorni, laddove prima se ne faceva un uso sporadico, convinti che i problemi dipendessero da loro, una categoria di alimenti che nell’alimentazione mediterranea e a base vegetale sono davvero importanti, e di cui, farne a meno senza un reale motivo, sarebbe davvero un peccato.

Ceci, fagioli, piselli, lenticchie etc, inoltre, si possono sfruttare, se correttamente abbinati, anche in un approccio low carb.

Quindi, andiamo a vedere quali sono gli altri elementi di disturbo che ci impediscono veramente di digerire in maniera adeguata.

Andiamo a togliere le cose più ovvie, piuttosto che i legumi e cerchiamo le chiavi dove veramente le abbiamo perse, non dove è più comodo cercarle.

Le domande che ti invito a porti, se ti rivedi in questo articolo, sono: ho provato a razionalizzare altri alimenti meno utili e soprattutto fonte di irritazione e/o infiammazione? Come ho abbinato i legumi? Con quale frequenza li consumo? Ho allenato il mio intestino in modo adeguato?


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