Una mestruazione dolorosa può essere aiutata con l’alimentazione?

La bella notizia è che questo è possibile, in particolare quando il dolore dipende da uno stato infiammatorio e/o sussiste uno squilibrio ormonale,
aspetti spesso legati tra loro. Un caso tipico è l’endometriosi, patologia nella quale vi è un legame tra glicemia (livello di glucosio nel sangue), livello di estrogeni e prostaglandine (molecole implicate nella risposta infiammatoria).

Una mestruazione dolorosa può verificarsi tuttavia, a prescindere dall’esistenza di una patologia conclamata.

L’alimentazione è in grado di agire sul controllo del dolore legato alla mestruazione, fondamentalmente attraverso due elementi: controllo dell’infiammazione e controllo metabolico.

Per quanto riguarda quest’ultimo, due aspetti che correlano alimentazione e dolore mestruale sono i valori di glicemia e della conseguente insulinemia: l’insulina stimola la produzione di estrogeni, peggiorando il dolore e l’insulina è alta quando la glicemia è alta. Porre le condizioni per fare in modo che la glicemia sia mantenuta nei range, possibilmente sul suo limite inferiore, risulta fondamentale, e lo stesso per i valori di insulina. A questo proposito ti invito ad approfondire il concetto di indice insulinico, dal momento che alcuni alimenti dall’indice glicemico basso hanno poi un indice insulinico elevato, per cui non è sufficiente, anzi è fuorviante, concentrarsi solo sull’eliminazione di alimenti ad alto indice glicemico, senza evitare anche carni e formaggi che hanno un basso indice glicemico,  ma stimolano significativamente la produzione di insulina.

Per quanto concerne il controllo dell’infiammazione, va tenuto conto che nelle donne con queste problematiche c’è un più elevato livello di PGE2 (prostaglandina E 2), un mediatore infiammatorio, il cui legame con la dieta è legato al rapporto tra grassi omega 6 e omega 3, che dovrebbe essere mantenuto intorno a 3:1,
ma che nello stile alimentare occidentale, troppo ricca di carni e formaggi, è molto più alto, aspetto che incide negativamente sull’infiammazione sistemica, a sua volta correlata al dolore.

Una dieta vegetale a carattere antinfiammatorio, ricca di omega 3 e con basso carico glicemico e insulinico può rappresentare un validissimo aiuto in questi casi, in grado di controllare il dolore, come ho potuto constatare direttamente in tante giovani donne, che hanno visto diminuire o anche sparire il dolore, oltre che migliorare la regolarità del ciclo mestruale.

Quali accorgimenti vanno quindi adottati, in pratica, nell’ambito di un’alimentazione vegetale e in presenza delle problematiche sopra descritte?

– abbondanza di fibre e quindi verdure fresche sempre presenti nei pasti principali, senza dimenticare quelle crude anche nei mesi freddi;
– frutta e cereali a basso indice glicemico e in quantità moderate. Fatto salvo questo, il resto degli alimenti vegetali freschi e naturali (legumi, frutta secca e verdure) hanno sia un basso indice glicemico che insulinico, a differenza invece di carne e latte o formaggi, caratterizzati da un indice insulinico elevato
– consumo di noci e semi di lino e integrazione con olio algale per l’apporto di omega 3 a catena lunga.

Questi appena elencati sono quindi, i principali accorgimenti specifici di cui tenere conto, ovviamente va sempre considerata il caso singolo e una cura dell’alimentazione nel suo insieme.