Nell’articolo “Ho il metabolismo lento” ( )ho descritto cosa accade quando ci si sottopone a diete ripetute nel tempo, sia a livello macroscopico, con il cosiddetto ”paradosso della dieta”, sia le ragioni del perché questo accada, illustrando cosa avviene a livello cellulare. 

Cosa fare in questi casi per riprendere in mano le redini della situazione e perdere peso in salute?

Bisogna mettere in atto un vero e proprio programma per ‘ristrutturare’ il proprio metabolismo basale. 

Prima cosa: armarsi di pazienza. Se il problema è aver diminuito la massa magra, ovvero il ‘motore’ del proprio metabolismo, occorre tempo per rimetterlo in sesto. 

Eh già… il tempo, uscendo dall’ansia di voler perdere peso in fretta, che è la stessa nemica che ha portato alla situazione di stallo.

“Dottoressa io sono fatta così: se vedo risultati rapidi sono motivata a proseguire, altrimenti mi scoraggio e lascio perdere”.

Non conto più le volte che ho sentito questa frase. Cerco allora di spiegare il perché ci si trova in uno stallo e che rimettere in sesto la propria salute cellulare è fondamentale per poter perdere peso e questo richiede tempo. 

La fisiologia ha i suoi tempi: soprattutto se il tempo trascorso tra una dieta e un aumento di peso è di lungo corso, non si può pensare di risolvere la situazione con 1-2 mesi. 

Seconda cosa: scardinare la convinzione che mangiare sempre meno sia la strategia giusta per dimagrire! E che, anzi, una ristrutturazione del metabolismo inizia proprio con l’aumento delle calorie introdotte, dosando opportunamente proteine, grassi e carboidrati e selezionando alimenti di qualità.

Questo è particolarmente calzante nei casi in cui ci sia una cattiva composizione corporea, piuttosto che un sovrappeso di per se’: una persona sovrappeso o obesa ma con una buona massa cellulare metabolicamente attiva, non avrò difficoltà a perdere peso. 

Viceversa, una persona normopeso ma con bassa massa magra e alta percentuale di grasso è il tipico caso di persona che avrà difficoltà a perdere peso e che è probabilmente arrivata a quella situazione a causa di diete drastiche e/o assenza di attività fisica mirata. 

Può sembrare paradossale, ma mangiare di più (e meglio), serve proprio a perdere peso in questi casi. 

Infine, last but not least, svolgere attività fisica mirata all’incremento del metabolismo basale, che prevede un impegno muscolare adeguato. L’aspetto spesso più difficile da far realizzare questo, in chi giunge ad uno stallo del peso a causa del proprio stile di vita. 

Un’attività fisica mirata è un aspetto imprescindibile per poter riprendere a perdere peso in salute, che significa cioè perdere grasso, conservando il muscolo e soprattutto mantenere il peso acquisito nel tempo. 

Bisogna quindi riconquistare una buona massa cellulare (nell’esame bioimpedenziometrico indicata come BCM).  Una BCM elevata significa un metabolismo ben funzionante. Hanno una buona BCM quelle persone che hanno facilità a perdere peso. 

Se le membrane cellulari sono sane e in salute vuol dire che sono integre e quindi ci sarà una buona distribuzione dell’acqua tra l’interno e l’esterno. Quando c’è infiammazione o malnutrizione, le nostre cellule non funzionano bene, e quando le nostre cellule non sono in grado di funzionare vuol dire che il nostro metabolismo non sarà nelle condizioni ottimali per farci perdere peso.

E’ come se si chiedesse ad un neonato di risolvere un problema matematico: non ha gli strumenti per farlo. Potrà acquisirli solo con il tempo e lo studio.

Nell’articolo “Ho il metabolismo lento” ho riportato la prima misurazione di una giovane donna, arrivata nel mio studio già 3 mesi prima e che risultava introdurre una quantità di calorie molto bassa, aveva diverse diete alle spalle, e non riusciva più a perdere peso. 

Il primo step, durato circa 3 mesi, è stato quello di riportarla ad un’assunzione di calorie adeguata: da 1200 circa a 1700. Questo passaggio è fondamentale perché l’introduzione di più cibo sano, cioè con adeguato apporto di minerali, vitamine, proteine e grassi ha migliorato la sua salute: ha conquistato infatti regolarità intestinale ed energia.

Importante sottolineare che pur avendo aumentato in modo così significativo la quantità di alimenti, non ha acquistato peso, cosa che temeva molto potesse accadere.

A quel punto, su mio consiglio, ha iniziato un programma di attività fisica contro resistenza (mirata, appunto, all’incremento del metabolismo basale), accanto alle camminate che già faceva regolarmente, dal momento che la sua BCM risultava piuttosto bassa.

Dopo due mesi di attività svolta 3 volte a settimana la sua salute cellulare è notevolmente migliorata e finalmente è iniziato un lieve decremento della massa grassa: lo screen shot dell’esame bioimpedenziometrico riporta un miglioramento netto dei parametri essenziali per poter ristrutturare e mantenere una buona elasticità metabolica come si vede dal grafico (in cui la prima misurazione era contrassegnata dalla stellina, la seconda dal pallino). Dopo 2 mesi di attività fisica mirata e 5 di alimentazione adeguata è aumentata BCM (che ricordo è il nostro motore, ovvero la massa metabolicamente attiva), l’acqua intracellulare ed è diminuita quella extracellulare, poiché le cellule stanno tornando ad avere una membrana integra, ad essere idratate e nutrite, ovvero funzionanti. E finalmente, è iniziata a diminuire la massa grassa.