La bioimpedenziometria è una metodologia che stima la composizione corporea: funziona facendo attraversare il corpo da una corrente elettrica di bassissima intensità attraverso un apposito strumento. I nostri tessuti rispondono in maniera diversa al passaggio della corrente elettrica a seconda della presenza di acqua presente: il muscolo, ad esempio, è maggiormente idratato rispetto al tessuto adiposo, che è praticamente privo di acqua. Le nostre cellule a loro volta, rispondono in maniera differente in base al fatto che siano in salute, ovvero che la loro membrana cellulare, il ‘guscio’ esterno di ogni cellula, sia integra e di conseguenza trattenga i liquidi in essa contenuti. Viceversa, in caso di malnutrizione o infiammazione, la membrana cellulare è danneggiata, con conseguente cattiva distribuzione dei liquidi, ovvero alta percentuale di liquidi extracellulari e bassi intracellulari.

Sulla base delle differenti risposte al passaggio della corrente elettrica, attraverso degli algoritmi, viene effettuata una stima della percentuale di muscolo, di grasso, di massa magra comprendente acqua e osso e una valutazione della salute delle nostre cellule.

Sebbene gli utenti siano attratti maggiormente dall’idea di conoscere quanto muscolo e grasso sia presente nel loro corpo, non sono questi i parametri più interessanti rilevati dalla bioimpedenziometria, perché stimati in maniera indiretta e dipendenti dai valori più significativi che è possibile ottenere, ovvero la percentuale di acqua all’esterno delle cellule e la massa cellulare metabolicamente attiva (BCM) che corrisponde al nostro ‘motore’. Hanno una buona BCM infatti, quelle persone che hanno facilità a perdere peso.