Dottoressa, vorrei provare una dieta chetogenica perché ho bisogno di accelerare il metabolismo!

questa è la frase con cui molto spesso vengo contattata da persone che desiderano provare la dieta chetogenica perché ritengono di avere questa necessità.

É vero che la dieta chetogenica accelera il metabolismo?

Prima di rispondere occorre definire che cos’è il metabolismo.

Con questo termine si fa riferimento a due concetti: il primo, secondo il quale il metabolismo è l’insieme delle centinaia di reazioni biochimiche che avvengono nel nostro organismo e che regolano il destino di tutte quelle molecole che derivano dagli alimenti che introduciamo quando mangiamo; il secondo concetto riguarda invece le calorie che utilizziamo quando siamo a riposo, per respirare, digerire, espellere sostanze di rifiuto, mantenere costante la temperatura corporea. Quest’ultimo è il metabolismo basale, il quale dipende dal funzionamento degli organi interni per la maggior parte (polmoni, cuore, fegato, cervello etc, che per essere attivi necessitano di energia) e dalla massa muscolare. In linea di massima, più il metabolismo basale è alto, meglio è: a parità di peso un uomo obeso e sedentario avrà un metabolismo basale inferiore ad uno sportivo che si allena regolarmente. 

Alla luce di queste definizioni, è intuibile che non è il concetto di velocità o lentezza da associare al metabolismo, bensì di efficienza e di funzionalità nel caso del metabolismo in senso stretto e di metabolismo basso o alto nel caso del metabolismo basale.

In un percorso di dimagrimento, un metabolismo basale alto fa la differenza tra perdere peso in modo sano e duraturo e deperire, con il rischio di acquistare presto il peso perso. 

Rimodulando quindi, la domanda iniziale diventa: 

  • la dieta chetogenica è in grado di rendere efficiente il metabolismo e di innalzare il metabolismo basale?

Di base, ciò che serve per far funzionare in modo efficiente il nostro metabolismo, è fornirgli tutti i nutrienti di cui ha bisogno a prescindere dal tipo di dieta seguita, chetogenica o meno. Quando invece si fa riferimento ad uno dei ‘malfunzionamenti’ metabolici più diffusi, ovvero quelli legati a glicemia ed insulina, la dieta chetogenica è in grado di creare una ‘calma’ insulinica e glicemica e questo ha delle ripercussioni positive, tra cui quella di revertire la condizione metabolica che impedisce di perdere peso.

La dieta chetogenica non è invece in grado di aumentare il metabolismo basale: per farlo bisogna affidarsi ad un’attività fisica mirata, oltre che a nutrirci in modo adeguato. 

Se il metabolismo basale è già molto basso non è particolarmente consigliato seguire una dieta chetogenica: in questo caso è opportuno ricorrere ad approcci più classici, facendo quindi attenzione ad un corretto apporto proteico, calorico, alla qualità degli alimenti e all’attività fisica. 

Un metabolismo basale basso è tipico di quelle persone che si sono sottoposte a diete restrittive anche molto drastiche e per più volte nel corso della vita. In questi casi non ha senso attuare una dieta chetogenica pensando ad essa come ultima spiaggia per perdere peso facilmente, come magari accadeva quando si era più giovani.

La dieta chetogenica non è adatta a tutte le situazioni, tanto più non lo è quando si è di fronte ad un metabolismo in stallo, poco peso da perdere (meno del 10% del totale), dove più che “demolire”, bisogna prima “ricostruire”: mettere gli organi nella condizione di funzionare al meglio apportando loro tutto quello che serve, nelle giuste proporzioni, attraverso una corretta alimentazione ed attivandosi fisicamente. 

Nulla di nuovo sotto il sole, insomma.

La dieta chetogenica pone l’organismo in uno stato catabolico, di demolizione dei tessuti, grasso in particolare, ma che va seguita quando sussiste un reale bisogno, altrimenti si rischierebbe di perdere anche massa muscolare e quindi abbassare il metabolismo basale, il che si traduce in una maggiore difficoltà a perdere peso e facilità a riprenderlo in futuro. 

Se invece, nonostante dieta ed attività fisica, il peso non scende, se gli approcci più classici non danno i risultati sperati, è il caso di valutare un approccio chetogeno, che, giova ricordarlo, può essere elaborato anche in versione completamente vegetale, più salutare e sostenibile rispetto a quella onnivora.